Chi sono i Popoli Indigeni – di Raffaella Milandri

IMG_8924BN (4) copia

Oltre trecento milioni di persone nel mondo appartengono a popoli indigeni: Pigmei, Boscimani, Adivasi, Aborigeni australiani, Indios, Maori, Indiani d’America. E tanti altri
popoli dai nomi semi-sconosciuti che, insieme alle loro culture, tradizioni, linguaggi, sono un patrimonio unico per la storia dell’Umanità. Come dinosauri umani, molte etnie sono a rischio di estinzione. Senza tutela e protezione.
Sono oggetto di attacchi mirati nel nome del vangelo Denaro; un vangelo che predica la legge del più forte, in terre dimenticate fino a quando vi si scoprono risorse preziose e intoccate: petrolio, foreste, diamanti, oro. In tutti gli ultimi paradisi terrestri sopravvissuti ai giorni nostri, coesistono preziose risorse naturali e popoli indigeni.
Lo stile di vita dei popoli indigeni, a contatto con la natura, ha fatto sì che, nelle loro terre, non si siano estinti, come altrove, animali, piante, ecosistemi. Guardiani della natura, ambientalisti, ecologisti perfetti. “Homo homini lupus”, proprio altri uomini oggi distruggono e mettono in pericolo l’esistenza di queste razze umane, di queste etnie.
In alcuni Paesi come il Camerun, i popoli indigeni come i Pigmei non sono nemmeno censiti: sono esseri umani che legalmente non esistono. Privati delle loro terre, dei diritti umani più elementari, della propria dignità e dello spirito semplice e libero. In ogni paese c’è discriminazione: leggi di tutela adeguate non ci sono o, come nel caso del Forest Right Act in India, sono fatte per essere violate. Il diritto dei popoli indigeni alla propria terra, alla propria religione, alla propria lingua, al proprio nome e alla propria esistenza è stato violato centinaia di anni fa ed è violato ORA.
“I nostri nomi originali sono stati cambiati, storpiati e poi cancellati. La nostra lingua e la nostra religione sono state vietate per tanti anni. Ed ora stiamo lottando per ricomprare la nostra stessa terra, a prezzi salatissimi” mi racconta Marie della tribù di nativi americani dei Salish, negli Stati Uniti. Non esiste altro posto dove i popoli indigeni vogliano nascere, vivere e morire: la terra dei padri. “Datemi un carro, un asino: voglio tornare a casa” mi dice una donna boscimane in Botswana. Non desidera altro: deportata dal deserto, strappata da “casa”, a causa del ritrovamento di un ricco giacimento di diamanti, non vuole soldi o una casa o un lavoro: vuole tornare alla sua terra ancestrale. “La nostra vita è molto peggiore di quella dei nostri padri. Fuori dalla foresta non sappiamo come vivere. Siamo vittime di soprusi e violenze” mi confida esasperata una donna pigmea in Camerun. “Dopo averci arrestato e torturato, ci hanno detto: toglietevi di mezzo o spariamo su tutti.” mi racconta un adivasi dell’Orissa, dove è tuttora in atto la lotta spietata di una multinazionale per una miniera di bauxite che causa deportazioni di interi villaggi (in campi di “riabilitazione”, come li chiamano) nonché un terribile inquinamento dalle conseguenze nefaste su flora, fauna ed esseri umani.

Oggi si è tutti adirati e pronti a far la voce grossa per ripulire la propria fetta di mondo. Ma proprio per la globalizzazione la nostra fetta di mondo non è più limitata al quartiere, alla città, al Paese. Ciò che accade in Giappone arriva a toccarci in un attimo. I mercati finanziari sono soggetti all’effetto domino immediato. Il mondo è di tutti.
La cultura dei popoli indigeni è un tesoro che appartiene a tutti e va salvaguardato prima che scompaia. Dice Gyani, donna della tribù dei Kusunda in Nepal: “sono l’ultima
rimasta, dopo di me nessuno parlerà più la mia lingua.”

tratto da “Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella foresta”, ed Polaris

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...